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Da allora il gruppo si ritrova il lunedì alle 21. Ogni serata è
organizzata in tre momenti:
- 3 "periodi" di zazen
intervallati dal kinhin
- servizio del "tè formale"
- lettura e condivisione regolata ("meditazione
parlata")
La "meditazione parlata" ha alcune semplici
regole: si parla in prima persona e solo se si sente
di farlo, si mantiene l'attenzione sulle parole e sullo
stile di comunicazione (tono, ritmo, volume, atteggiamento).
Ogni incontro è condotto a turno da un praticante,
che ricopre il ruolo del "Jikigitzu",
coadiuvato da un altro praticante nel ruolo del "Tenzo",
che secondo la tradizione si occupa della cucina (a
Torino prepara il tè per tutti i partecipanti).
È un gruppo aperto: chiunque può partecipare
alla pratica. Non ci sono gradi, né livelli o
esami. Non occorre credere in qualcosa, si può
seguire qualsiasi religione e ideologia politica. Gli
unici requisiti richiesti sono la serietà e la
determinazione.
A ogni incontro con nuovi praticanti viene sempre fornita
la lista dei centri di meditazione torinesi, in modo
che ognuno possa decidere di provare altri percorsi.
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