La Calligrafia nel Buddhismo e nell’Islam

Giovedì 14 aprile 2016 Nicola Bianco e Kōtei Schiavo hanno partecipato ad uno dei “giovedì della sapienza” organizzati dall’ottimo centro culturale torinese Dar Al Hikma che opera da parecchi anni.
Come “ospiti” del centro, in compagnia del dotto imam francese Abd Al Wadoud Gouraud per la tradizione islamica, sono stati invitati a presentare il tema della calligrafia nel Buddhismo. Come sapete lo spirito dello Zen ha informato diverse forme d’arte negli ultimi secoli della storia giapponese e tra queste spiccano per sintesi ed efficacia il sumi-e e la calligrafia. Poiché Nicola si occupa da anni di storia del Buddhismo in Asia Orientale, ha relazionato sui legami storici tra la calligrafia cinese e la tradizione buddhista, che si sono formati in buona parte durante il primo millennio della nostra era. Ha scelto quell’epoca non tanto per ragioni didascaliche quanto perché, tra le varie cose, vi ha visto l’incontro più profondo tra la cultura indiana, mediata dalle civiltà iraniche e centrasiatiche, e la civiltà cinese che era già piuttosto avanzata (e con una solida tradizione calligrafica). Ciò che ha voluto sottolineare, comunque, è il contributo delle arti delle “terre occidentali” (in cinese xiyou) alla tradizione buddhista cinese. Non dimentichiamo infatti che queste regioni di lì a poco furono conquistate all’Islam e continuarono ad essere artisticamente produttive. Proprio grazie al mondo musulmano verranno introdotti nel Mediterraneo e in Europa diversi elementi di queste culture (miniature persiane, numeri indiani, carta cinese e forse la stampa).

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Nicola Bianco ha mostrato qualche esempio di una tradizione abbastanza negletta in Occidente, ossia quella della scrittura indiana brahmi in Cina, introdotta poi in Giappone e tutt’oggi vivente. Alcuni caratteri indiani, talvolta tracciati secondo le regole della calligrafia cinese, sono esteticamente affascinanti e giunsero ad un notevole livello di decorativismo. Già un noto orientalista olandese negli anni cinquanta colse l’interessante analogia con la scrittura decorativa araba che più avanti si spingerà ben oltre, con ricchi esempi che Jean Abd Al Wadoud Gouraud  ha mostrato durante la conferenza.
Kōtei Schiavo ha poi avuto il compito di spiegare al pubblico l’arte dello  shodō, la calligrafia, e di illustrare alcune delle opere che ha esposto nella sede del centro  Dar Al Hikma. Vedi la galleria del sito per altre foto.

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