14 aprile 2019 -La Mandria- escursione: “Il respiro della foresta”

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Domenica 14 aprile si è svolta una camminata presso il Parco Naturale La Mandria accompagnati dalla guida spirituale dell’Associazione Hokuzenko Mario Namon e dal guardiaparco Antonio.
L’escursione inizia inoltrandosi all’interno della foresta planiziale (di pianura) che qui ancora, quasi miracolosamente, si conserva dopo secoli di sfruttamento del territorio della pianura padana da parte dell’uomo.
Fin dall’inizio si avverte la sensazione di trovarsi in un habitat particolare. Decenni di “non utilizzo”, della foresta (uno dei pochi esempi in Italia) permettono di osservare come accanto ad alberi maestosi e rigogliosi, vi siano vecchi e marcescenti vegetali adagiati al terreno o ancora in piedi, in attesa che si compia interamente il loro ciclo biologico. Nel frattempo questi esemplari vetusti diventano fonte di nutrimento e rifugio per una moltitudine di organismi viventi. Dai funghi degradatori del legno ai muschi colonizzatori delle cortecce, dai piccoli mammiferi ai picchi, tutti necessitano di un ambiente forestale integro e naturale per poter sopravvivere. Alla Mandria tutto ciò è possibile.
Il cammino prosegue poi in totale silenzio. Ci si immerge in un ambiente fatto di suoni, odori, immagini. Non importa sapere riconoscere che pianta si ha di fronte, di che uccello è quel particolare verso, chi produce quel particolare odore. In questo frangente non hanno valore nomi e cognomi. Ognuno prende contatto con la propria solitudine, che qui non è isolamento perché ciò che si sperimenta è il contatto con la vita. La vita rigogliosa e caotica di una foresta.
Poi un momento di pausa che in verità è fatto di lavoro. Lavoro meditativo.
Attraverso le indicazioni di Mario, ognuno prova a fermarsi e meditare sotto la volta delle chiome di un bosco di pini. Si respira. Insieme si avverte il respiro della foresta.
Quindi si pratica la camminata meditativa. Ci si muove lentamente nella pineta. Ognuno è immerso nella contemplazione di un mondo che può apparire famigliare per chi è abituato a frequentare i boschi, ma anche sconosciuto o addirittura ostile per chi invece ha raramente calpestato il suolo di un ambiente naturale, dove le leggi che ne regolano la sopravvivenza non sono scritte da poeti, filosofi o politici ma dalla Natura stessa che può apparire severa e spietata.
Poi qualcuno legge le proprie annotazioni.  E’ ancora il momento per osservare un vecchio esemplare di quercia caduta a terra. Ci vorranno decenni prima che si trasformi completamente in humus. Nel frattempo decine di organismi sfrutteranno il suo legno per vivere: chi se ne nutre chi lo trafora per costruirsi un ricovero. In una singola pianta si può scoprire un intero e straordinario ecosistema naturale.
L’escursione continua, attraversando un altro lembo di parco.
Verso la fine della giornata ci si ferma presso uno stagno. E’ il momento del saluto compiuto con un rituale di condivisione, in cerchio. Ad accompagnare il silenzio del gruppo, il fragore dell’acqua che arriva dal torrente accanto. L’acqua che porta vita ma  che trasporta anche qualche organismo morto della foresta, che presto verrà degradato anch’esso, perché in una foresta primordiale non vi è posto per la morte, ma tutto è trasformazione in un ciclo infinito dell’esistenza.
Ora comprendiamo più facilmente il precetto, lasciatoci dal Buddha, sull’impermanenza delle cose.
L’osservazione della natura può aiutarci a percorre l’angusto ma meraviglioso sentiero dell’Illuminazione.

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Info e prenotazioni: Antonio Tacchino tel.  393 6355200

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