Archivio dell'autore: zenang

Sesshin a Cascina Macondo: grande sesshin dal 5 al 10 agosto

Le sesshin sono l’attività/cuore dello zen.
Il laboratorio esistenziale della trasformazione.
Un veicolo per la realizzazione.

  SESSHIN  presso Cascina Macondo

Come arrivare a Cascina Macondo ( Riva di Chieri) vedi QUI

  GRANDE SESSHIN DI AGOSTO a Cascina Macondo da LUNEDI 5 a SABATO 10 agosto 2019

Organizzata dall’associazione HOKUZENKO di Torino, responsabile Mario Nanmon Fatibene. Per informazioni cell. 3473107096

divider copiaLe prossime sesshin a Cascina Macondo :

OTTOBRE Sabato 26 domenica 27
Arrivo ore 17.  Portare due tazze, posate, due tovaglioli, sacco a pelo  e abiti adatti.  INIZIO ORE 19 FINE DOMENICA MATTINA ORE 9.

NOVEMBRE Sabato 23 domenica 24

Sesshin svolte nell’anno 2019:
26-27 gennaio
23-24 febbraio
27-28 aprile
25-26 maggio

Prossime sesshin a Torino 

Sesshin a Torino V.S. Donato: 29-30 giugno 2019

SESSHIN DEL SOLSTIZIO D’ESTATE
29 – 30 GIUGNO 2019

Tutta la notte, inclusa minisesshin fino alle 0,30.  

Ritrovo ore 18,  inizio ore 19,30 –
fine domenica mattina ore 6,30

 

   Torino – Via S. Donato 79/C

Organizzata dall’associazione HOKUZENKO di Torino, responsabile Mario Nanmon Fatibene.
Per informazioni cell. 3473107096 oppure inviare una mail.

La meditazione è la mente che si libera dal conosciuto e il conosciuto è il conflitto, l’infelicità e la confusione.
La meditazione è la negazione assoluta di tutto ciò che la mente ha accumulato.
Il conosciuto è l’osservatore, e l’osservatore vede solo attraverso il conosciuto. L’immagine appartiene al passato, e la meditazione è la fine del passato.
(Krishnamurti)

 divider copiaLe prossime sesshin a Torino

SETTEMBRE  Sabato 21 domenica 22

DICEMBRE Sabato 21 domenica 22

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 Per altre sesshin vedi calendario qui
Sesshin svolte nell’anno 2019:
23-24 marzo
 

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Dov’è il monaco?
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Progetto con contributo 8 x 1000 UBI: “Uno per tutti, tutti per uno! Accogliere e trasformare il disagio giovanile, insieme”

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“Uno per tutti, tutti per uno!”
Accogliere e trasformare il disagio giovanile, insieme.

“Uno per tutti, tutti per uno – Accogliere e trasformare il disagio giovanile, insieme” è un progetto destinato ai giovani realizzato dall’ Associazione Hokuzenko con il contributo 8 x1000 Unione Buddista Italiana e con l’adesione e il sostegno, per la progettazione e il monitoraggio, della Società
Italiana di Analisi Reichiana (S.I.A.R.).

Perché nasce questo progetto?
HOKUZENKO e S.I.A.R. propongono un percorso psicoeducativo GRATUITO con una metodologia esperienziale di gruppo.
Da anni il Centro Hokuzenko è a conoscenza dell’attività svolta sul territorio torinese dall’associazione di volontariato (emanazione della S.I.A.R.) Servizio Consulenza Giovani W. Reich, che offre in forma gratuita colloqui psicologici alla fascia giovanile. rispondendo in media a un centinaio di giovani ogni anno.
Le difficoltà che si riscontrano lavorando con i giovani si riferiscono a problematiche di tipo psicologico e a concause ambientali: la sofferenza percepita individualmente consiste nella difficoltà ad attraversare un fondamentale passaggio di vita e di crescita.
Tale percorso, condotto da psicoterapeuti reichiani formati dalla SIAR, è una concreta risposta di aiuto ai giovani che lamentano disturbi di ansia, difficoltà nelle relazioni sociali, scarsa autostima, difficoltà nello studio.

Che obiettivi ha il progetto?

  • Sviluppare una cultura per formare alla pace, al rispetto, alla solidarietà, fondandosi sulla prevenzione e sull’educazione emozionale.
  •  Sviluppare una cultura che accompagni la persona in tutte le fasi della sua vita, focalizzando l’azione sulla fascia d’età giovanile.
  •  Fornire un percorso in gruppo non solo teorico, ma esperienziale organizzando un’esperienza in cui i soggetti sono attivi, agiscono in prima persona, apprendono ad ascoltare se stessi e gli altri, a  condividere le proprie opinioni ed emozioni e le loro storie di
    vita. In questa esperienza, si crea un clima comunicativo di sicurezza e di ascolto. Si mettono le persone nella condizione di fare esperienza di situazioni in cui è possibile uscire dalla sfiducia e dall’isolamento, comprendere i propri punti di debolezza, superando il senso
    di vergogna e di inadeguatezza, per scoprire i propri punti di forza, acquisendo centratura e fiducia.
    Nel gruppo esperienziale è possibile essere testimoni partecipi dei compagni di gruppo, con cui si condivide il medesimo percorso , comunicare , costruire i valori comuni di ascolto, sviluppare comprensione di sé e dell’altro, empatia e compassione.
  • Il punto di unione tra il lavoro esperienziale in gruppo, condotto con la metodologia SIAR, e l’attività di meditazione promossa nel Centro Hokuzenko sta nell’importanza data all’autosservazione di sé in un contesto di gruppo e di comunicazione aperta congruente e rispettosa.

Quanto costa e chi può partecipare?
Il cuore del progetto consiste nell’attivazione di un GRUPPO ESPERIENZIALE
PSICOEDUCATIVO rivolto a giovani fino all’età di 30 anni, in FORMA GRATUITA, guidato da una coppia di conduttori S.I.A.R, formati secondo la metodologia sviluppata dalla Società Italiana di Analisi Reichiana, che integra il lavoro di gruppo con il lavoro corporeo. E’ previsto per ogni sessione un periodo iniziale di meditazione con tutto il gruppo dei giovani, condotto dal direttore spirituale di Hokuzenko.

Quanto dura e dove si terrà?
Il percorso psicoeducativo di gruppo, che inizierà a Febbraio 2019, consta di quindici sessioni della durata di 3 ore a cadenza quindicinale.
Il gruppo si terrà nei locali di Hokuzenko che ha sede a Torino in via San Donato 79/c

Quante persone possono partecipare?
Al gruppo parteciperà un massimo di 12 giovani.

Come posso partecipare o avere informazioni?
Il 19 Gennaio si terrà un incontro informativo presso i locali via San Donato 79/c Torino alle ore 17.

La dott.ssa Silvana Bragante e la dott.ssa Chiara Valleri, conduttrici del gruppo, sono a vostra disposizione per qualunque informazione. È possibile contattarle inviando un messaggio alla pagina facebook del Servizio di Consulenza Giovani W. Reich di Torino e Chieri (@scgwrTorino) oppure tramite l’indirizzo: mail@chiaravalleri.com
Verranno fornite tutte le informazioni inerenti la possibilità di partecipare al gruppo e, in caso di interesse, verrà fissato un primo colloquio individuale conoscitivo.

Ma cosa fanno HOKUZENKO e la S.I.A.R.?
L’associazione HOKUZENKO è un’associazione senza fini di lucro, apartitica e apolitica che ha lo scopo di diffondere la pratica del Buddismo CHAN (Zen) a livello nazionale e internazionale.

La Società Italiana Analisi Reichiana è associazione di ricerca, non a scopo di lucro, ente riconosciuto dal Miur in quanto regge una scuola di psicoterapia a orientamento corporeo. La S. I. A. R. ha elaborato un modello teorico sistemico energetico che è efficace per mettere a punto sia interventi clinici che azioni di prevenzione educativa e sociale. La Società Italiana Analisi Reichiana è associazione di ricerca, non a scopo di lucro, ente riconosciuto dal Miur in quanto regge una scuola di psicoterapia a orientamento corporeo.
I soci della S. I. A. R., psicologi o medici psicoterapeuti, sono attivi in diverse regioni italiane con iniziative di clinica sociale, interventi in quartieri a rischio, servizi di sostegno alle fasce giovanili attraverso un’associazione di volontariato.
Hanno elaborato master formativi per psicoterapeuti e corsi di formazione autorizzati dal Miur, rivolti a docenti,dalla scuola d’infanzia fino al liceo, sulle tematiche della comunicazione emozionale. I corsi per insegnanti si stanno diffondendo in varie regioni italiane al duplice scopo di
portare gli insegnanti a riflettere sull’importanza della comunicazione emozionale e di una educazione all’empatia nell’età formativa.

logo contributo OPM

Allegato testo progetto Uno per tutti tutti per uno
volantino Uno per tutti, tutti per uno!
volantino Uno per tutti, tutti per uno! (4) (1)

Presentazione “Inghiottendo la coda del bue” – 17 maggio 2019

INCONTRO CON L’AUTORE

Venerdì 17 maggio ore 21 nella sede di Hokuzenko
presentazione del libro:

 

 ”INGHIOTTENDO LA CODA DEL BUE”

 

Ri-vivere un’antica storia zen: come rompere la chiusura dell’Essere 

in 10 movimenti
 
commenti di Massimo Shido Squilloni del Sangha di Scaramuccia.
A fine incontro, condivisione.

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Serata Mezzopieno, 14 maggio 2019

Martedì 14 maggio, ore 21, nella sede di Hokuzenko, un incontro per conoscere il Movimento MEZZOPIENO (http://www.mezzopieno.org) in rete con scuole, associazioni, privati, imprese, università e giornalisti. I valori del Movimento sono espressi nel Manifesto per la positività (http://www.mezzopieno.org/1/manifesto_836842.html) sottoscritto da privati ed enti che aderiscono al Movimento.678_0_5168052_115014

Nel corso della serata Diego Mariani, operatore umanitario in India, illustrerà i principi ispiratori e l’origine del Movimento Mezzopieno. Seguirà una presentazione delle diverse attività del Movimento Mezzopieno tra cui MEZZOPIENO NEWS, il primo periodico gratuito di buone notizie, il progetto de52 passi per la crescita personale e la formazione dei volontari e le attività laboratoriali nelle scuole.

LOGO Mezzopieno

8 x 1000 all’UBI

Puoi destinare l’otto per mille della tua dichiarazione dei redditi all’Unione Buddhista Italiana per realizzare progetti sociali, culturali e umanitari e azioni di sostegno al culto: un impegno a favore del benessere comune e della felicità di tutti nello spirito del Dharma.
Le scelte per le destinazioni dell’8 per mille, del 5 per mille e del 2 per mille dell’IRPEF non sono in alcun modo alternative tra loro. Pertanto possono essere espresse tutte e tre le scelte.

Istruzioni per la compilazione dei moduli UBI_Istruzioni_IRPEF

Come verranno impiegati i fondi?  Leggi UBI_modalita

UBI_1024x249px_3Sostegno ai bisognosi, iniziative umanitarie, progetti culturali nelle scuole e nelle università per approfondire la cultura buddhista e un aiuto ai Centri di Dharma che si propongono come luoghi di accoglienza, di pace e di incontro di persone che desiderano condividere i valori comuni dell’umanità: gentilezza, etica, amorevolezza, saggezza, gioia, pazienza e compassione. Questi sono alcuni degli interventi che l’Unione Buddhista Italiana (UBI) realizzerà con i proventi derivati dall’Otto per Mille. I progetti saranno scelti sulla base di bandi ai quali potranno partecipare sia i Centri buddhisti sia Associazioni, Enti, Fondazioni e Onlus che perseguono finalità affini ai valori buddhisti. Valori che, proprio per la loro caratteristica di universalità, sono in grado di migliorare le vite di tutti gli esseri.
Scegliendo di destinare l’Otto per Mille all’Unione Buddhista Italiana (UBI), si avrà la certezza che questo bene comune verrà utilizzato in modo chiaro e trasparente. L’UBI, in seguito all’intesa stipulata con il Governo italiano nel 2007 e divenuta legge nel 2012, beneficerà dei contributi derivanti dalla ripartizione della quota dell’Otto per Mille dell’Irpef (riservata alle confessioni religiose) per realizzare «interventi culturali, sociali ed umanitari anche a favore di altri paesi, nonché assistenziali e di sostegno al culto».
L’Unione Buddhista Italiana (UBI) è stata fondata a Milano nel 1985 da Centri buddhisti di tutte le tradizioni presenti in Italia che sentono la necessità di unirsi e cooperare, come accade in altri paesi europei. L’Unione è nata con lo scopo di rispondere alle richieste sempre più numerose degli italiani interessati al buddhismo per favorire la conoscenza e la pratica degli insegnamenti del Buddha secondo le varie tradizioni e per sviluppare le relazioni tra i vari Centri esistenti in Italia, per stabilire relazioni ufficiali con lo Stato e con le sue istituzioni centrali e locali, per favorire il dialogo con le altre comunità di fede e con le istituzioni culturali, per tutelare i diritti dei praticanti, siano essi cittadini italiani che buddhisti provenienti dai paesi asiatici e residenti nel nostro paese.

Traduzione dei capitoli introduttivi di “Zen Sand”

Abbiamo tradotto i capitoli introduttivi del libro di Victor Sōgen Hori,   Zen Sand – The book of capping phrases for kōan practice.
L’Autore, che ha vissuto per anni in un monastero Zen Rinzai giapponese, analizza ampiamente la pratica letteraria richiesta tradizionalmente dopo il superamento di un kōan e che consiste nel trovare frasi di commento o di completamento utilizzando prevalentemente testi classici cinesi. I capitoli successivi al 5° non sono stati tradotti in italiano perchè contengono 4.022 frasi tratte dallo Zenrin kushū di Zenkei Shibayama e dallo Shinsan Zengoshū di Tsuchiya Etsudõ, due famosi libri di raccolte di frasi.

Hori scrive: «La pratica dei kōan non è una rottura del linguaggio in un regno di silenzio, ma un uso sofisticato del linguaggio per esprimere e realizzare il risveglio. Lo studio della pratica delle frasi capping rende esplicitamente chiaro che lo Zen non cerca la libertà dal linguaggio respingendolo, ma la libertà nel linguaggio attraverso il suo dominio.»

La traduzione è un libro di 130 pagine che, per accordi con l’Autore, è in uso esclusivo e privato per i praticanti della scuola Zen Rinzai di Scaramuccia che possono richiederlo all’Associazione Hokuzenko, email: hokuzenko@zentorino.org

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14 aprile 2019 -La Mandria- escursione: “Il respiro della foresta”

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Domenica 14 aprile si è svolta una camminata presso il Parco Naturale La Mandria accompagnati dalla guida spirituale dell’Associazione Hokuzenko Mario Namon e dal guardiaparco Antonio.
L’escursione inizia inoltrandosi all’interno della foresta planiziale (di pianura) che qui ancora, quasi miracolosamente, si conserva dopo secoli di sfruttamento del territorio della pianura padana da parte dell’uomo.
Fin dall’inizio si avverte la sensazione di trovarsi in un habitat particolare. Decenni di “non utilizzo”, della foresta (uno dei pochi esempi in Italia) permettono di osservare come accanto ad alberi maestosi e rigogliosi, vi siano vecchi e marcescenti vegetali adagiati al terreno o ancora in piedi, in attesa che si compia interamente il loro ciclo biologico. Nel frattempo questi esemplari vetusti diventano fonte di nutrimento e rifugio per una moltitudine di organismi viventi. Dai funghi degradatori del legno ai muschi colonizzatori delle cortecce, dai piccoli mammiferi ai picchi, tutti necessitano di un ambiente forestale integro e naturale per poter sopravvivere. Alla Mandria tutto ciò è possibile.
Il cammino prosegue poi in totale silenzio. Ci si immerge in un ambiente fatto di suoni, odori, immagini. Non importa sapere riconoscere che pianta si ha di fronte, di che uccello è quel particolare verso, chi produce quel particolare odore. In questo frangente non hanno valore nomi e cognomi. Ognuno prende contatto con la propria solitudine, che qui non è isolamento perché ciò che si sperimenta è il contatto con la vita. La vita rigogliosa e caotica di una foresta.
Poi un momento di pausa che in verità è fatto di lavoro. Lavoro meditativo.
Attraverso le indicazioni di Mario, ognuno prova a fermarsi e meditare sotto la volta delle chiome di un bosco di pini. Si respira. Insieme si avverte il respiro della foresta.
Quindi si pratica la camminata meditativa. Ci si muove lentamente nella pineta. Ognuno è immerso nella contemplazione di un mondo che può apparire famigliare per chi è abituato a frequentare i boschi, ma anche sconosciuto o addirittura ostile per chi invece ha raramente calpestato il suolo di un ambiente naturale, dove le leggi che ne regolano la sopravvivenza non sono scritte da poeti, filosofi o politici ma dalla Natura stessa che può apparire severa e spietata.
Poi qualcuno legge le proprie annotazioni.  E’ ancora il momento per osservare un vecchio esemplare di quercia caduta a terra. Ci vorranno decenni prima che si trasformi completamente in humus. Nel frattempo decine di organismi sfrutteranno il suo legno per vivere: chi se ne nutre chi lo trafora per costruirsi un ricovero. In una singola pianta si può scoprire un intero e straordinario ecosistema naturale.
L’escursione continua, attraversando un altro lembo di parco.
Verso la fine della giornata ci si ferma presso uno stagno. E’ il momento del saluto compiuto con un rituale di condivisione, in cerchio. Ad accompagnare il silenzio del gruppo, il fragore dell’acqua che arriva dal torrente accanto. L’acqua che porta vita ma  che trasporta anche qualche organismo morto della foresta, che presto verrà degradato anch’esso, perché in una foresta primordiale non vi è posto per la morte, ma tutto è trasformazione in un ciclo infinito dell’esistenza.
Ora comprendiamo più facilmente il precetto, lasciatoci dal Buddha, sull’impermanenza delle cose.
L’osservazione della natura può aiutarci a percorre l’angusto ma meraviglioso sentiero dell’Illuminazione.

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Info e prenotazioni: Antonio Tacchino tel.  393 6355200

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8 marzo e 9 APRILE 2019 ore 21: “Mini laboratorio sulla poetica Haiku e sul Haibun”

Car* Soc* e Amic*,
vi invitiamo, venerdì 8 marzo, dalle 21 alle 23, in sede Hokuzenko, a partecipare al
mini laboratorio sulla poetica Haiku e sul Haibun
per poter partecipare al progetto di Cascina Macondo:

“Sulle orme di Basho – le declinazioni del viaggio”
anno 2019 – progètto di comunità

 martedì 9 aprile dalle 21 alle 23 nella sede Hokuzenko prosegue  il laboratorio sulla poetica Haiku e sul Haibun

Grazie a un contributo dell’UBI (Unione Buddhista Italiana), e in collaborazione con il cèntro Hokuzenko di Torino, nell’anno 2019 Cascina Macondo affronta un’altra avventura letteraria sìmile a quella degli anni precedènti che, all’intèrno del progètto “Òmnia Fàbula”, ha visto la produzione di fàvole esòpiche confluìte nell’antologìa “Un giorno e una nòtte – 157 fàvole di comunità”.
Il nuòvo percorso “Sulle orme di Basho – le declinazioni del viaggio” è ancora un progètto comunitario che vede coinvòlti la detenzione, l’infanzia, la disabilità e alcuni scrittori di Cascina Macondo, nella produzione di Haibun, stile di narrazione che vede l’alternarsi di pròsa e haikù come Basho usa in questo sùo resoconto “L’angusto sentièro del Nòrd”.
Al viaggio appartèngono una sèrie di concètti strettamente connessi:
–          un punto/luògo di partènza
–          un punto/luògo di arrivo/mèta
–          uno spazio da percórrere (tragitto, percorso, cammino)
–          un qualcòsa che si pòrta con sé  (bagaglio)
–       un mèzzo con cùi si viaggia (a pièdi – come i viaggi di Basho – in bicicletta, a cavallo, in astronave, in nave – come i viaggi di Ulisse – in trèno, in auto, in carròzza, in mongolfièra…)
–          una motivazione (il perché del viaggio)
–          un antagonista  (qualcuno o qualcòsache rappresèntano un ostàcolo al viaggio)
–          un equipaggio (un viaggio può èssere fatto da soli o in compagnìa)
–     una metàfora  (un viaggio può èssere concrèto, oppure ideale, fantàstico, onìrico, metafòrico appunto) – un racconto (la modalità con cùi il viaggio può èssere raccontato, conosciuto e condiviso con altri)

Invitando i detenuti, i bambini, la disabilità, ad immèrgersi con la scrittura nelle varie declinazioni del viaggio, signìfica offrire spunti di riflessione e analisi per comprèndere, esplorare, elaborare le dimensioni ètiche ed emotive del perché, del cammino, della mèta, della créscita… Sapere di èssere in “relazione” con altri che hanno intrapreso la stessa avventura del viaggio, realizza e mette in evidènza l’idèa di “avere compagni di viaggio, e di non èssere soli”.
La scrittura di Haibun divènta quindi, per tutte le persone coinvòlte nel progètto, un grande viaggio ideale e collettivo, attravèrso il quale vèngono messi in comune esperiènze, punti di vista, emotività, seminando in tutti i partecipanti una percezione di “comunità” che insième cammina e cresce. Un’occasione per scoprire mondi parallèli, e avvicinarsi emotivamente ad una visione nuòva e inèdita della realtà.

Piètro Tartamèlla
Anna Marìa Verrastro
info@cascinamacondo.com – www.cascinamacondo.com

Un video in cui Pietro Tartamella spiega cosa sono gli haiku: https://www.youtube.com/watch?v=N8RqvEqi-KM